Caro Roberto,
è bella la Sua rubrica su l’Unità. La leggo ogni volta che compro il giornale. E mi piace il senso del canonico con cui Lei espone le cose. Il senso della misura e della moralità. Mi piace anche il modo in cui usa l’ “ismo”… ribellismo, diciannovismo, qualunquismo.
Il guaio è che quando si ha a disposizione la pagina di un quotidiano, qualunque sia il testo da pubblicare, il primo calcolo che si fa è quante persone approveranno e quante criticheranno il nostro pensiero.
La Sua lettera su l’Unità di stamattina (26 giugno 2007) è stata criticata solo dai pendolari. Il resto dei lettori, condivide il Suo pensiero, quindi, il popolo Le da ragione.
Nessuno si sposta però, al di la del proprio naso, nemmeno Lei.
Se usufruisse più assiduamente del servizio offerto – a caro prezzo – da Trenitalia, si renderebbe meglio conto della penosa condizione dei viaggiatori non solo pendolari.
“Trenitalia ringrazia per la preferenza accordata”
Ma quale preferenza? Purtroppo non esiste concorrenza e questo, Mauro Moretti lo sa benissimo.
Nessuno ha fatto mente locale però, al dettaglio menzionato da tutte le testate giornalistiche ma da nessuno valutato. L’espresso 830 è partito da Salerno alle 20.48 ed è arrivato a Roma Tiburtina alle 04.30, quasi 8 ore dopo la partenza. Ci si metta Lei in un treno che per percorrere circa 260 km impiega 8 ore caro Roberto.
Ha parlato di povertà, come se Lei sapesse della povertà. La povertà è quella di un padre non quella di un figlio. Le rammento che non si diventa pendolari per “abbracciare i propri cari” ma per andare a lavorare e i “500 euro di stipendio che prendono” andrebbero interamente spesi per acquistare i biglietti senza riduzione. Riduzione che Trenitalia non ha voluto più concedere non rinnovando la convenzione con la regione campania.
Mi peredoni caro Roberto, ma dopo 8 ore in treno ad una velocità media di 35 km/h, se vado alla carrozza ristorante e non mi vendono l’acqua perché hanno finito i fogli per le ricevute, io l’acqua me la prendo con la forza.
Mauro Moretti dimentica sempre un piccolo particolare ogni volta che compara le tariffe di Trenitalia con le omologhe compagnie europee, dimentica di comparare anche la qualità del servizio.
Io tutto questo lo posso dichiarare, sottoscrivere e provare, non so se Lei può fare lo stesso con ciò che ha scritto. Non dimentichi inoltre, che i giornalisti, uno sconto sulle tariffe ordinarie ce l’hanno eccome senza considerare che il più delle volte, quando vi spostate per lavoro, a voi, il biglietto, lo rimborsano totalmente. Noi pendolari abbonati, non abbiamo diritto nemmeno al rimborso di un centesimo nel caso in cui il treno superi la mezz’ora di ritardo e glielo assicuro accade abbastanza spesso.
Lei ha il suo spazio sul giornale a prescindere dai contenuti che pubblicherà, io non so nemmeno se leggerà questa mail.
Cordialmente la saluto.